Antonio Capaccio
La Vergine dei Battuti
Oggi sono 800 anni dalla composizione del Cantico delle Creature, un inno alla bellezza. E noi oggi siamo dentro alla bellezza.
Quindi, grazie a tutti per essere qui.
Antonio Capaccio è un artista di grande spessore.
Antonio Capaccio è un intellettuale a tutto tondo. I Vicesi e i Monregalesi negli anni passati hanno avuto modo di apprezzarne le doti come curatore, in numerose mostre che ha realizzato sul nostro territorio coinvolgendo artisti importanti a livello nazionale, spesso non soltanto pittori, ma anche poeti musicisti performers. In questa occasione, invece, il protagonista assoluto è lui o meglio la sua arte.
La sua biografia la possiamo leggere sul comunicato stampa o ritrovarla facilmente su Internet. La sua maestria, la sua profonda cultura, il suo talento, la sua raffinatezza li vediamo qui oggi.
Con questa opera – direi maestosa – che Capaccio ha voluto realizzare per la comunità dei vicesi e che da ora in avanti potrà essere ammirata da tutti quelli che visiteranno Vicoforte – perché l’opera rimarrà qui in permanenza- , l’artista ha deciso di fare un omaggio alla tradizione artistica del nostro paese, reinterpretandola attraverso la propria sensibilità contemporanea.
Il passato, rappresentato dal prezioso stendardo seicentesco -conservato ora nella sala consiliare del Comune ma un tempo situato proprio qui, nella nicchia sopra l’ altare di questa confraternita -, rivive nella grande pala realizzata da Capaccio oggi.
Figure, grafismi, ghirigori astratti.
Colore, spazi lasciati bianchi, utilizzo del grigio e del nero. L’artista mescola arte figurativa e arte astratta offrendo un compendio di tutto il suo percorso artistico , che ha visto nel tempo l’alternarsi di lavori prettamente astratti ad altri più barocchi ad altri ancora decisamente figurativi. Sempre comunque connotati da un’estrema cura dell’equilibrio, della precisione tecnica ,dell’armonia, della eleganza: in estrema sintesi della bellezza.
La pala è arrivata da Roma pochi giorni fa , fino ad oggi nessuno aveva potuto vederla. E nessuno conosceva il titolo. Per volere dell’artista.
Per permettere ad ognuno di noi, ad ogni fruitore, ad ogni spettatore che si metta di fronte all’altare, di provare sensazioni autentiche, vere, private, fondate sul proprio gusto e sul proprio vissuto, non contaminate da opinioni esterne di media o di critici, né indebolite da immagini dell’opera già riprodotte.
Per permetterci di sorprenderci.
Oggi purtroppo il maestro non è potuto essere presente. Ma la sua opera è qui , esposta proprio al posto dell’antico stendardo che l’ha ispirata.
E qui rimarrà sempre.
E’ un’opera su tela, realizzata con materiali acrilici. le sue dimensioni sono all’ incirca 210 di base per 250 di altezza. E dico all’incirca perché Capaccio ha calcolato al millimetro le misure dello spazio vuoto perché ci fosse totale aderenza tra la tela e quella che diventa ora la sua cornice.
Si intitola “ la Vergine dei Battuti”.
La Vergine: secondo me e’ quello che Capaccio ha immaginato fosse il completamento dello stendardo. Ma anche se così non fosse, certo un completamento, rigoroso e al contempo poetico, mi pare che sia
L’artista ha scelto questo titolo, e l’ha scritto sul retro del telaio, insieme alla data e alla sua firma, prima di consegnare la sua opera per sempre a Vicoforte.
E tutto questo sta succedendo grazie alla stretta collaborazione tra l’associazione VIA e il Comune di Vicoforte , che con forte impegno hanno messo a disposizione tutte le loro energie e le loro competenze per arrivare a questa eccezionale risultato.
Credo che non possiamo fare altro a questo punto che fare loro un grande applauso. Grazie.





