Giovanni Ozzola
Atto Unico – Campane
Fari sonori, le campane, con i loro rintocchi affermano la propria presenza e richiamano l’attenzione fino a grandi distanze. Ogni volta che una campana suona attesta il proprio io, marca un momento, un luogo e un’identità, diventando simbolo potente di esistenza e unicità.
Giovanni Ozzola (Firenze, 1982) sceglie di realizzare una sorprendente installazione composta da cinque campane in terracotta, che interagisca con lo spazio pubblico immerso nel verde lungo la passeggiata del Bosco della Nova a Mondovì Piazza; impreziosendo così un ambizioso progetto di riqualificazione di una parte importante della collina su cui si adagia la città affidato alla Proteo Società Cooperativa Sociale dalla proprietà del fondo, l’Istituto Casati Baracco.
Il lavoro nasce grazie a diverse collaborazioni attivate sul territorio del Monregalese, in particolare proprio con la città di Mondovì.
La scelta dell’argilla, materia primordiale, ci riporta subito alla memoria l’espressione biblica “Polvere sei e polvere ritornerai”. L’argilla, proveniente dalla terra, assurge quasi ad un memento mori, ma la sua fragilità porta in sé un concetto di ciclicità e di rinascita, mettendosi in connessione con i ritmi della natura e quindi con noi. Anche il processo che trasforma l’argilla in campana è significativo: ogni pezzo infatti è unico, e diventa tale grazie all’utilizzo di un altro elemento primordiale: il fuoco.
Ogni campana testimonia col proprio suono una presenza individuale unendosi ai rintocchi delle altre crea un insieme, invitandoci a riflettere sulla nostra esistenza, sulla nostra origine e sul nostro destino. Sono fari che ci ancorano al presente e ci connettono con l’eterno ciclo della vita ricordandoci la nostra unicità


